La Grande Miniera di Serbariu

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La Grande Miniera di Serbariu

Qualche giorno fa, ho avuto il piacere di visitare la Grande Miniera di Serbariu, grazie alla disponibilità e alla gentilezza di Mauro Villani e del suo team (in tutto sono quattro dipendenti, compreso lui). Le foto della visita le trovate sulla board Pinterest dedicata al Museo del Carbone, se siete curiosi di vederle cliccate qui.

 

 

La visita alla Grande Miniera di Serbariu mi ha permesso di ricostruire un pezzettino di storia della mia regione, ne sono veramente orgogliosa, di miniere ne ho viste altre ma vi assicuro che questa è diversa perchè visitando le varie parti si provano delle forti emozioni. La Grande Miniera di Serbariu è stata una delle più importanti risorse energetiche d’Italia dal 1937 al 1964. All’interno alcuni effetti multimediali ricreano i rumori della miniera, i video proiettati sulle pareti, testimonianza del lavoro sporco e duro dei minatori insieme all’odore (lieve) del carbone, diventano il mix che catapultano il visitatore nel passato. Mi è stato raccontato che al singolo minatore prima del ’40 veniva richiesto di produrre 6 tonnellate di carbone, chi ne produceva di meno veniva licenziato. I minatori non facevano tutti lo stesso lavoro, pensate che c’erano ben 100 qualifiche. Con l’andare del tempo le condizioni di lavoro peggiorarono e nel ’42 fu organizzato il primo sciopero.

 

Il tour è iniziato dalla lampisteria, il cuore del museo, luogo in cui sono custoditi gli oggetti, i cimeli e i documenti che testimoniano la vita quotidiana dei minatori. In lampisteria s’indossavano gli abiti da lavoro, consegnavano la medaglietta identificativa e ritiravano la lampada, vi ritornavano solo alla fine della giornata per lavarsi. Una volta pronti, iniziava la loro discesa nel buio. Il tour arricchito dalle storie e aneddoti delle guide è stato studiato in modo da ripercorrere gli stessi luoghi dei minatori.

 

 

La seconda tappa è la sala argano, qui si trova il macchinario (una sorta di gru) col quale si sollevava la gabbia (ascensore) che conteneva gli uomini e il carbone, la portata massima era di settantacinque persone. Oggi, è usata per la celebrazione dei matrimoni civili, per lo più nipoti o parenti degli ex minatori che con un piccolo gesto vogliono rendere omaggio ai loro nonni. In occasione di questi eventi la sala è offerta gratuitamente.

 

La Grande Miniera di Serbariu era dotata di venticinque accessi e otto piani di gallerie. Dal pozzo si passa alla miniera vera e propria, una galleria sotterranea in cui è possibile osservare gli ambienti di lavoro. Sono stati ricreati più spazi in cui si osservano le diverse tecniche di coltivazione e di estrazione. Una delle aree che mi ha colpito è il fasciò sottile, un quadrato di lavoro angusto, alto a malapena 50 cm, riservato ai “diversi”, disobbedienti, omosessuali e comunisti.

 

Al tempo, l’importanza della miniera era tale da sentire l’esigenza di costruire una vera e propria città nelle vicinanze, Carbonia. Edificata nel ’38 nasce per accogliere le famiglie dei minatori che provenivano dalle diverse zone d’Italia. Annualmente viene organizza una mostra temporanea dedicata alla vita dei minatori. Ho avuto la fortuna di capitare in questo periodo in cui è ancora attiva quella sui luoghi d’accoglienza del minatore, dall’albergo all’abitazione. Il team del museo è riuscito a raccogliere veramente tanti oggetti curiosi, interessanti e di grande impatto antropologico, che nel suo piccolo mi ha ricordato il DDR di Berlino.

 

 

Fra le ultime tappe del tour c’è la sala congressi, modernissima e accogliente, che ospita convegni nazionali e internazionali ed è dotata di dispositivi per le traduzioni simultanee. Inoltre c’è il negozietto dei souvenir dove, oltre alla mascotte Crabò, logo che compare nei diversi gadget, si può acquistare il vino che la Cantina Sociale di Santadi produce in esclusiva per il museo. Il vino si chiama “Carbone” 🙂 .

 Il percorso oltre alla visita in italiano, include quella in francese e inglese se richieste, le didascalie all’interno del museo e il materiale informativo riportano la traduzione in inglese. Il 10% dei visitatori è francesce perché la Grande Miniera di Serbariu è stata inserita nella Guide du Routard con un’ottima recensione.

Voi avete mai visitato una miniera? Potrebbe essere un’alternativa al solito museo? Lasciate la vostra opinione nei commenti.

About Martina Uras

Freelance Social Media Consultant e Blogger | Host at homefortraveller.it *Made in Sardinia-Bologna Based-World Citizen*

2 Comments

  1. Gian Piero ha detto:

    Ciao Martina, la miniera di Serbariu l’ho visitata nell’agosto 2012, e concordo pienamente con quanto hai scritto. Domenica scorsa invece ho visitato Porto Flavia nei pressi di Nebida. Questo la galleria delle mie foto di Serbariu dell’anno scorso
    https://www.facebook.com/media/set/?set=a.3653726667336.2136806.1399627654&type=1&l=b3eb8f2f70

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