FRONTIER Bologna: valorizzare con Writing e Street Art

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FRONTIER Bologna: valorizzare con Writing e Street Art

Ph. Peeta

FRONTIER è un progetto voluto e sostenuto dal Comune di Bologna per valorizzare i muri e le pareti della città con il Writing e la Street Art. Essendo un’appassionata del genere ho deciso di approfondire l’argomento con una nuova intervista.

 

Opera di Peeta

 

Come nasce FRONTIER? Chi è l’ideatore del progetto?

FRONTIER – La linea della stile nasce come  frutto di una serie di esperienze. Una ricerca storico-artistica sul Writing e sulla Street Art che noi curatori conduciamo da anni, l’impegno nella promozione delle eccellenze locali che Dado (Alessandro Ferri) ha portato avanti negli anni come singolo e con diverse associazioni, una vera e propria storia locale che ha avuto ripercussioni internazionali: dalla mostra “Arte di frontiera. New York Graffiti” che nel 1984 porta in città artisti come Ramm-Ell-Zee , Futura2000, Kenny Scharf e Keith Haring, fino alla creazione di una scena artistica bolognese tuttora in evoluzione. Queste diverse attitudini hanno trovato nel 2012 il sostegno e la collaborazione del Comune e sono confluite nel progetto che quest’anno giunge alla seconda edizione.

Gli autori delle opere sono tutti italiani?

La fase di valorizzazione artistica prevede la presenza di artisti stranieri e italiani che lavorano alla creazione di opere di grande portata architettonica e visiva. Gli artisti sono stati selezionati in quanto rappresentativi di componenti stilistiche innovative e fondamentali per l’evoluzione artistica all’interno di entrambi i movimenti, tagliando trasversalmente un arco storico che va dagli anni ’70 ad oggi.

 

Opera di Rae Martini e Lokiss

 

Come sono stati scelti i muri da dipingere?

I muri individuati come ideali per la realizzazione delle opere, caratterizzate da ampie dimensioni e un forte impatto visivo, nel 2012 appartenevano prevalentemente ad alloggi di edilizia residenziale pubblica, gestiti da ACER – Azienda Casa Emilia-Romagna della Provincia di Bologna. FRONTIER continua il percorso storico artistico all’interno della città nel 2014 ampliando il numero delle opere e operando in esterno su facciate, immobili e luoghi collocati in aree urbane centrali e periferiche connotate da una tensione dinamica, in cui sia in atto o si renda necessaria una riconsiderazione funzionale e identitaria. Spazi pubblici, territori condivisi in cui l’azione artistica opera una modifica sostanziale ponendosi come elemento di attrazione e di rinnovamento della percezione. Le superfici individuate quest’anno si dividono nelle sezioni Walls e Boxes: agli alloggi di edilizia residenziale pubblica (ACER) si affiancano superfici diverse come i locali tecnici di Largo Caduti del Lavoro (in collaborazione con Gruppo Hera) e il muro delle Scuole Gualandi nel quartiere San Donato.

 

Opera di Rae Martini e Lokiss

I cittadini di Bologna hanno capito queste opere d’arte? Qual è stata la loro reazione?

Le reazioni che hanno accompagnato lo sviluppo del progetto sono state certamente positive. L’avvicinamento con i cittadini è avvenuto tramite diversi canali: riunioni di condominio nei casi in cui le superfici interessate si trovavano su edifici residenziali, momenti di incontro e approfondimento (conferenze, incontri, il convegno internazionale) e il rapporto diretto creatosi intorno ai cantieri durante i lavori. In tutte le forme in cui si è cercato (o è avvenuto) il contatto con i cittadini, la risposta ha dato esito positivo sia nella comprensione generale del Writing e della Street Art che nella riconsiderazione dello spazio pubblico.

Se anche voi amate la Street Art e desiderate approfondire potete visitare: Frontier

About Martina Uras

Freelance Social Media Consultant e Blogger | Host at homefortraveller.it *Made in Sardinia-Bologna Based-World Citizen*

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