Trekking nel Sulcis tra fenicotteri rosa, profumo di ginepro e nuraghi

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Trekking nel Sulcis tra fenicotteri rosa, profumo di ginepro e nuraghi

Trekking nel Sulcis sardegna

Il racconto personale di un trekking nel Sulcis, alla scoperta di una delle più antiche regioni della Sardegna, tra fenicotteri rosa, profumo di ginepro e nuraghi.

In Sardegna, si sa, il mare è l’elemento che affascina e attrae tante persone; ma l’isola offre tanto altro, alquanto difficile da definire e che spesso viene raccontato come qualcosa di magico e misterioso. Il Sulcis, forse la più antica regione storica sarda, ha i suoi assi nella manica da svelare. Non solo mare, quindi.

Parliamo di Sant’Anna Arresi e di Porto Pino. Quando ho avuto il piacere di vivere questi luoghi, è bastato pochissimo tempo per capire come interpretare quella magia e quel mistero di cui tanto si parla.

Trekking Porto Pino

Per il mio trekking nel Sulcis parto da Porto Pino, località situata nella costa sud-occidentale della Sardegna e frazione del paese di Sant’Anna Arresi. Dista dal capoluogo regionale circa 80 chilometri. La prima parola chiave per comprendere questo territorio è la brutalità con la quale si viene assaliti da tanta intensità di semplice bellezza.

Sono le 06:30 del mattino, adoro svegliarmi presto la mattina per cogliere ogni singolo aspetto della località in cui mi trovo, così ho fatto anche qui. Non conoscevo bene la storia di questo territorio, e questo è stato un vantaggio per scoprirla più a fondo. A pochi chilometri dal centro abitato, un imponente sistema di stagni separa Sant’Anna Arresi dalla zona marina di Porto Pino. Si tratta di una zona umida di grande rilevanza per due motivi: in primo luogo, rappresenta un importante ecosistema naturale e, in secondo luogo, viene utilizzato per l’itticoltura da una cooperativa di pescatori. Il sistema è costituito dagli stagni di “Is Brebeis”, di “Mestrale” e di “Porto Pino”.

 Trekking nel Sulcis fenicotteri rosa

Un consiglio se scegliete di fare un trekking nel basso Sulcis: la giornata deve iniziare per forza da qui. Infatti, gli abitanti rosa che popolano i bacini non possono che impreziosire la giornata.

 fenicotteri Sulcis

I fenicotteri, eleganti come gentiluomini inglesi, restano quasi impassibili alla mia presenza e proseguono nelle loro faccende, fino a quando decidono di prendere il volo e spostarsi, mostrandosi in tutta la loro bellezza. Esistono anche altre specie avi faunistiche, come ad esempio il Cavaliere d’Italia, la Garzetta, qualche Airone rosso e la Sterna.

Il mio cammino prosegue. Prima di avventurarmi nelle famose dune, decido di inoltrarmi nella pineta adiacente al porticciolo d’ingresso alle spiagge, nella parte più settentrionale. Qui scopro una parte davvero interessante. Un sentiero costiero con una rigogliosa boscaglia di piante tipiche mediterranee: dal ginepro coccolone al lentisco. Ma la pianta che più emerge, è senza dubbio il pino d’Aleppo, pianta peraltro indigena in Sardegna ma che qui, e nel territorio di Carloforte, cresce in maniera spontanea.

Il profumo è inebriante e la vicinanza al mare, oltre che dalla salinità dell’aria, si avverte dalla musica delle onde e dal vociare stridulo di qualche gabbiano.

 Porto Pino Trekking nel Sulcis

Lungo il costone roccioso trovo un breve sentiero di trekking, nel quale è possibile (anzi è doveroso) sostare per un tuffo in una delle insenature. Tutta la costa si presenta modellata dall’azione erosiva del mare e del vento, ma è davvero fantastico rilassarsi qualche minuto qui. Dopo qualche tuffo, e una manciata di cale, mi reimmergo nella pineta. In circa venti minuti di cammino si arriva nella parte più alta del promontorio, denominata Punta Menga, nella parte più estrema, è possibile visitare i resti di una interessante testimonianza del secondo conflitto mondiale.

 Sulcis trekking Candiani

Nella metà degli anni 30 del secolo scorso, tutto il Sulcis Iglesiente fu interessato da un imponente piano di difesa. Nel 1935 si diede inizio alla realizzazione di 5 batterie costiere in postazione fissa, destinate al controllo del mare e a un eventuale azione in caso di incursioni aeree. Porto Pino rientrava tra le 5 batterie. Il complesso difensivo è intitolato a un valoroso ufficiale della Regia Marina, l’Ammiraglio Camillo Candiani, comandante in Sardegna tra il 1899 e il 1900. La struttura si presenta in buono stato, ma ha bisogno di un intervento di restauro e di un ottimo piano di valorizzazione.

La batteria è composta da due piani: uno inferiore, dove era ospitata la camera operatori e il centralino telefonico; uno superiore, dove erano collocati telemetro e gimetro. Quello che colpisce di più, oltre all’aspetto storico drammatico legato al conflitto bellico, è certamente la sua struttura architettonica. In particolar modo, il mio sguardo si concentra sulla stazione di tiro, che è concepita in chiare forme razionaliste. Per un momento, ahimé, tornano alla mente i racconti che conosco della seconda guerra mondiale. Soprattutto quelli sulla città di Cagliari, dilaniata dalle bombe e rialzatasi subito in piedi; il ricordo va anche ai tanti sfollati, peraltro accolti in modo generoso proprio nel Sulcis.

 Candiani Trekking nel Sulcis

Il panorama, davvero sublime, mi riporta al presente. È difficile descrivere le emozioni che ho provato di fronte al golfo e alla costa; forse, le potrei circoscrivere al sentimento romantico che provavano i pittori tedeschi di fronte alla grandezza monumentale della natura: insomma, da vivere fino in fondo. Dalla pineta, si riscendo verso la spiaggia, da dove ero partito.

 

La spiaggia di Porto Pino si estende per circa 4 chilometri ed è separata in due parti dai ruderi di un antico molo. Le due spiagge, benché vicine e parti di un unico litorale, sono molto differenti. Il primo tratto è di un colore grigiastro, il secondo è di color bianco. A ridosso della spiaggia si innalzano, con imponenza saharica, le famose dune il cui accesso è consentito solo durante la stagione estiva, e solo per un tratto. Infatti, questa zona è confinante con una zona di competenza militare, nella quale vengono effettuate esercitazioni.

 Trekking nel Sulcis Candiani

Come ho detto all’inizio di questo racconto, la Sardegna non è solo mare. Lungo il tragitto della strada provinciale che congiunge Porto Pino all’abitato di Sant’Anna Arresi, è presente un villaggio nuragico risalente alla prima Età del Bronzo denominato “Coi Casu”. L’insediamento, così come tutti i resti di qualsiasi villaggio, è un’utile testimonianza per capire come la comunità nuragica conducesse la propria esistenza. Sono visibili i resti di un nuraghe (la principale architettura della civiltà nuragica, dalla quale prende il nome) con l’adiacente villaggio, formato dalle consuete capanne circolari: modeste dimore in pietra con tetto realizzato con tronchi e rami, le cui pareti interne venivano intonacate con fango o argilla, spesso isolato con il sughero.

Ph. Protusar

Ph. Protusar

In Sardegna, soprattutto nella zona centrale della Barbagia, si trova ancora questo tipo di costruzione, utilizzata in epoca più recente come rifugio dai pastori. Il villaggio si sviluppava attorno a una depressione circolare nel terreno, che fungeva da bacino di raccolta dell’acqua piovana nei mesi invernali e primaverili.

L’ultima sorpresa l’ho scoperta all’interno dell’abitato. Proprio al centro del paese è presente un nuraghe, denominato Arresi, ed è situato tra le due chiese dedicate a Sant’Anna. La sua imponenza, e la sua maestosità, lasciano senza fiato; probabilmente grazie anche alla dimensione dei blocchi di calcare dolomitico con il quale è stato costruito. La costruzione si presenta in ottime condizioni ed è costituito da una torre principale unita a una torre secondaria attraverso due bracci murari curvilinei che formano un cortile interno; secondo gli studiosi dovrebbe risalire al XV-XIV secolo a. C.

Ph. Credit Sardegna Island

Ph. Credit Sardegna Island

Oltre alle preziose risorse naturalistiche e archeologiche, questo posto riserva tante sorprese anche per quanto riguarda l’enogastronomia e la cultura musicale. Dal 1985, infatti, viene organizzato il Sant’Anna Arresi jazz: un importante appuntamento a livello europeo per cultori e appassionati del genere. Insomma, un angolo del sulcis da scoprire, lentamente o anche di passaggio, e dal quale restare piacevolmente colpiti in tutte le stagioni!

 

Guest Post di Valerio Deidda

Laureato in storia dell’arte, amante della natura, del trekking, del vino e del buon cibo. Ama viaggiare e farsi travolgere dalle emozioni nascoste nei luoghi che visita. Il suo progetto Unisola

Valerio Deidda Unisola

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