Il Villaggio minerario di Rosas

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Il Villaggio minerario di Rosas

Il villaggio minerario di Rosas si trova nel comune di Narcao, un paese di circa 3.000 abitati noto soprattutto agli appassionati di Blues che vi si recano ogni anno da diverse parti d’Italia per assistere al famoso Narcao Blues Festival. Il villaggio Rosas è una chicca che gli amanti dell’archeologia industriale e delle miniere non dovrebbero assolutamente perdersi, se la meta del loro viaggio è il basso Sulcis.

 

Visitare l’ecomuseo villaggio minerario di Rosas è come tornare alla fine dell’800. Il complesso, di rara bellezza, è stato recuperato e ricostruito in maniera fedele all’originale grazie a finanziamenti europei e regionali. All’arrivo ci si trova davanti la Laveria dalle pareti lignee, che si erge in un suggestivo scenario naturale in cui la storia del luogo è avvolta dagli intensi profumi degli arbusti, dei fiori e degli alberi che proteggono il villaggio.

Lo sfruttamento della miniera, scoperta già nel 1832, cominciò solo dopo la metà dell’800, in seguito al rilascio della concessione mineraria da parte di re Vittorio Emanuele II. Dalle sue gallerie si estraevano principalmente piombo, zinco e ferro. La miniera Rosas, il cui nome trae origine dal monte omonimo, ha conferito a sua volta il nome alla rosasite, un minerale raro, estratto per la prima volta da questa luogo e ritrovato successivamente in alcuni siti estrattivi delle Americhe.

Il cuore pulsante del villaggio minerario di Rosas è la Laveria, al piano terra si trova la reception mentre al piano superiore è possibile osservare i macchinari usati per la cernita e la pulizia dei minerali, tutti ancora perfettamente funzionanti. Grazie agli effetti visivi e sonori, il viaggiatore può immedesimarsi in quello che era il lavoro dei minatori e immaginare perfino le condizioni di lavoro a cui erano sottoposti.

 

Sul lato opposto della Laveria si trova un bar accogliente e davanti ad esso una bella piazza dalla quale si accede al museo antropologico. Nelle piccole sale del museo (due), vengono illustrate attraverso un video e delle foto, scene di vita quotidiana degli operai e delle loro famiglie, il lavoro femminile e quello minorile, il tutto arricchito dagli aneddoti raccontati dalla guida che fa da cicerone lungo il percorso.

Successivamente siamo passati alle gallerie della miniera che si trovano poco distanti dal villaggio, su un fianco della montagna. Ci si arriva con un trenino messo a disposizione dal Comune di Narcao solo nei pomeriggi dei weekend estivi, durante gli altri giorni con i propri mezzi. Ad essere sincera un appunto al Comune lo devo fare, secondo me in estate il trenino dovrebbe funzionare tutti i giorni, almeno il pomeriggio, in fondo sono solo 3 mesi l’anno. Un mezzo di locomozione di questo tipo, in un’ ottica d’investimento turistico a lungo termine, dovrebbe essere considerato come valore aggiunto e un importante elemento di differenziazione al di là del mero costo di gestione. Sfortunatamente sono capitata di venerdi, non ho avuto modo di godermi il panorama della salita usando il trenino, dunque sono rimasta con l’amaro in bocca e non pienamente soddisfatta.

 

Nella miniera Rosas di Narcao ogni ambiente è stato accuratamente ripristinato, come i piccoli alloggi degli ex minatori, riconvertiti in appartamentini dotati di tutti i comfort. Essi accolgono i viaggiatori che vogliono passare un po’ di tempo lontano dalla città, totalmente immersi nella natura e nel silenzio del bosco. Nel villaggio di Rosas ci si può fermare perfino a mangiare nella trattoria che occupa gli spazi dell’ex ufficio postale :), luogo in qui è possibile riposarsi e degustare i piatti tipici sulcitani preparati dalle donne degli ex minatori.

Se volete conoscere gli orari delle visite guidate vi consiglio di chiamare, soprattutto se avete un programma di viaggio serrato. Per poter visitare la miniera è necessario aspettare che si formi un piccolo gruppo, noi abbiamo aspettato circa mezz’ora, ma non è stato un problema perchè nel mentre abbiamo curiosato in giro e fatto tante foto.

Giungere al Villaggio Rosas non è difficile, la strada è ben segnalata, ma ci si arriva solo in macchina, non ci sono mezzi pubblici. Il costo del biglietto d’ingresso lo trovate sul sito cliccando qui. Ringrazio la guida Annalisa Carta per la disponibilità e tutte le informazioni fornite.

Ora mi piacerebbe sentire voi, siete mai stati al villaggio minerario di Rosas? Che ne pensate? Aspetto la vostra opinione nei commenti.

About Martina Uras

Freelance Social Media Consultant| Blogger| Traveller| Photographer | Entrepreneur at homefortraveller.it *Made in Sardinia-Bologna Based-World Citizen*

5 Comments

  1. Manuel ha detto:

    Fantastico! Grazie mille, mi farò vivo sicuramente… è complimenti al tuo sito, utile e interessante!

  2. Manuel ha detto:

    Io e la mia ragazza ci siamo stati proprio quest’anno! facendo una vacanza di mare nel Sulcis ci siamo imbattuti un giorno nelle indicazioni per il sito minerario, così, incuriositi, siamo andati a visitarlo. Molto carino e ben tenuto, il video sulle condizioni di lavoro dei primi minatori è stato commovente e molto interessante ho trovato la spiegazione all’interno della miniera su come avveniva l’estrazione dei minerali. Lo consiglio perchè si conosce la Sardegna quasi solo per il suo bellissimo mare, invece ha tanto altro da offrire, anche nell’interno! la prossima volta vogliamo andare sull’isola di Carloforte, dicono sia particolare, me la consigli?

    • Martina Uras ha detto:

      Grazie mille Manuel per il commento, l’isola di San Pietro la consiglio in pieno. Anzi quando organizzerete se vi servono delle dritte fammi sapere 🙂 ci ho passato 5 anni della mia vita, conosco bene il luogo. A presto

      • Angela Ciani ha detto:

        Ciao Martina, complimenti per tutte le informazioni che fornisci su questo villaggio minerario. Ho visto quasi tutti quelli della zona del Sulcis Iglesiente: Serbariu a Carbonia, Porto Flavia e la galleria Henry a Buggerru, ma quello di Narco mi manca. Consiglio spesso le visite alle Miniere del Sulcis agli ospiti del mio gruppo di case vacanza Calamenhir a Calasetta. Nei periodi di bassissima stagione sono l’ideale. A pasqua lo consiglierò ai miei ospiti francesi. Grazie ancora per le informazioni.

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