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Il tour delle torri: invasioni digitali

Il tour delle torri, l’evento che io e Valentina Caselli abbiamo organizzato in occasione di invasioni digitali (una serie di micro eventi nazionali rivolti alla diffusione e valorizzazione del patrimonio artistico – culturale italiano) si è svolto il 20 Aprile. Questo post l’avrei dovuto scrivere prima, lo so, ma vi assicuro che da circa tre settimane non ho un minuto libero 😀 .

Il tour delle torri è stato strutturato in modo da valorizzare e promuovere alcune torri del centro storico poco conosciute fuori da Bologna, ma prima di raccontarvi del percorso e delle visite è giusto che vi presenti i partecipanti :).

Tour delle torri invasioni digitali

Ci siamo dati appuntamento sotto le due torri, simbolo, come è noto, di Bologna. Gli storici sostengono che le due torri furono costruite dalle famiglie da cui prendono il nome: gli Asinelli e i Garisendi. Alla versione ufficiale tuttavia si affiancano nuove ipotesi, una delle quali è che le torri non siano state costruite per uso civile bensì per difesa; comunque sia andata, a noi rimane un grandioso simbolo che ci permette di fantasticare su battaglie passate, intrighi di potere e tradimenti amorosi.

Due torri bologna

Dalle due torri ci siamo spostati virtualmente con un video elaborato per l’occasione, percorrendo le strade della Bologna medievale fino alla torre Alberici, ricostruita da Tower and Power, uno dei partner dell’evento.

Bologna medievale

Gli Alberici rimasero fuori dalla politica bolognese, tanto che gli storici non ci sanno dire se fossero guelfi o ghibellini. Sappiamo solo che la torre fu costruita per ostentare la ricchezza e il potere della famiglia. Gli eredi, dopo generazioni, decisero di conservare e accrescere i propri beni in modo singolare: la torre diventò prima bottega e successivamente bagno pubblico.

Dopo aver “visitato” la torre Alberici, ci siamo diretti verso la torre dell’Arengo che si trova sopra il Palazzo del Podestà. Questa torre chiusa al pubblico dopo il terremoto dell’anno scorso non è visitabile; il permesso della visita è stato concesso in via eccezionale per l’occasione solo a cinque partecipanti, che hanno avuto la fortuna di salire in cima alla torre per scattare le foto e girare dei video. Noi (cioè tutti gli altri) abbiamo aspettato a malincuore i fortunati nel palazzo Re Enzo, continuando a scattare fotografie tra una chiacchiera e l’altra. Le foto scattate dalla cima dell’ Arengo rimarranno a disposizione, oltre che sui nostri profili social, sulla pagina Pinterest di invasioni digitali, così come il video del tour. Se siete curiosi di vederle cliccate pure qui e poi di nuovo qui per il video.

Torre Arengo bologna

Dovete sapere che tra le torri di Bologna, quella dell’ Arengo è unica nel suo genere, per storia e struttura. A colpo d’occhio si notano subito le eccezionali aperture di cui è dotata, che la contraddistinguono dalle altre. Non bisogna dimenticare, che fu il centro politico/amministrativo di Bologna perciò torre pubblica. Dall’Arengo siamo passati alla Prendiparte o Coronata.

Torre Prendiparte bologna

La famiglia Prendiparte ha origini antichissime, il loro nome si trova su documenti che risalgono addirittura al 1154. Furono una delle famiglie più ricche e potenti di Bologna, di parte guelfa. Durante il 1200 i Prendiparte vennero coinvolti in numerosi scontri sanguinosi, affrontarono famiglie rivali e uccisero diversi ghibellini.

Torre Prendiparte bologna

I Prendiparte tramontarono nel Medioevo, dopo secoli di lotte e di predominio cittadino vendettero la torre, scomparendo così dalla vita politica bolognese. Le torri dei Prendiparte vennero costruite in tre zone differenti della città, la torre Coronata e’ l’unico edificio della famiglia ad essere rimasto integro.

Torre Prendiparte bologna

La torre, seconda solo a quella degli Asinelli in termini di altezza, venne chiamata Coronata per via della sua particolare risega. Dopo complicate divisioni, vendite e passaggi di proprietà, fu acquistata nel 1588 dalla Mensa Arcivescovile e adibita a seminario.

Torre Prendiparte

Dopo il trasferimento del seminario in altro luogo, la torre divenne carcere per quarantacinque anni, ospitando piccoli delinquenti che scrissero e disegnarono le storie delle loro sofferenze sui muri.

Torre Prendiparte

Si susseguirono altri sei passaggi di proprietà fino al 1972, anno in cui l’attuale proprietario, Matteo Giovanardi decide di acquistarla.

Matteo Giovanardi parla con un invasore

La visita alla Torre Prendiparte è stata sicuramente quella più apprezzata da tutti, perché oltre ad essere perfettamente conservata e abitata (dagli ospiti che soggiornano nel bed and breakfast) offre un panorama di Bologna a dir poco fenomenale.

Vista dalla torre PrendiparteEntrare in questa torre è molto emozionante, come dice Tiziano Costa ne Il grande libro delle torri bolognesi – una torre non va soltanto guardata ma anche “ascoltata” perché con un po’ di attenzione si odono ancora grida lontane nel tempo che urlano senza sosta – .

Torre Prendiparte

Sulla Prediparte la storia si palpa facendo scivolare le mani sui corrimano di legno delle strette scale, si legge sulle scritte dei carcerati, si respira attraverso l’aria che entra dalle strette finestre che di tanto in tanto s’incontrano lungo la salita, infine si vede nel rosso delle tegole di una Bologna che vive e muta sotto la sua ombra longilinea.

Vista dalla torre Prendiparte

Dopo la Prendiparte ci siamo diretti verso la torre dei Galluzzi che si trova nella corte omonima. Questa famiglia di parte guelfa ebbe scontri molto sanguinosi con la famiglia dei Carbonesi. Si narra di un amore clandestino tra una giovane Galluzzi e un giovinetto dei Carbonesi, i due si sposarono clandestinamente violando i giuramenti delle casate, che impedivano nozze tra famiglie rivali. Il matrimonio però durò poco, poiché i Galluzzi trucidarono il giovane e inscenarono un suicidio della fanciulla che fu trovata impiccata. Una delle caratteristiche ancora visibili su questa torre è l’antica porta che si trova a 10 metri d’altezza, un tempo collegamento tra la torre a la casa padronale che le era addossata.

 Torre dei Galluzzi

Il tour delle torri è terminato con un dolce omaggio ai partecipanti, fornito da una delle più antiche e note aziende bolognesi, la Majani,che è stata partner ufficiale dell’evento da noi organizzato.

Majani

Fonte:   Il grande libro delle torri bolognesi – Tiziano Costa

About Martina Uras

Freelance Social Media Consultant| Blogger| Traveller| Photographer | Entrepreneur at homefortraveller.it *Made in Sardinia-Bologna Based-World Citizen*

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