Il Sud Ovest Sardegna: una vacanza tra natura e sport

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Il Sud Ovest Sardegna: una vacanza tra natura e sport

Sud Ovest Sardegna: una vacanza tra natura e sport

A poca distanza dai maggiori aeroporti italiani si trova il Sud Ovest Sardegna. Splendido angolo dell’isola che racchiude un’infinità di tesori artistici, storici, naturalistici ed enogastronomici.

Il Sud Ovest Sardegna è la meta ideale per i cultori delle vacanze attive, i viaggiatori appassionati di enogatronomia e quelli che amano spiagge poco affollate.

Non è semplice raccontare un territorio come quello del Sud Ovest Sardegna. Quando con Martina ne abbiamo parlato sono stato entusiasta di poter scrivere un articolo per il suo blog, ma il passo successivo è stato quello di trovare l’argomento giusto di cui parlare. La scelta non è stata semplice, parlo genericamente di tutto il territorio o vado a concentrarmi su una precisa località?

Per darvi un’idea vi posso dire che l’Iglesiente è ricco di storia, cultura e paesaggi che emozionano. Ogni Comune ha delle caratteristiche uniche, visitare Iglesias con il suo prezioso centro storico e l’architettura mineraria è solo una delle tante esperienze che si possono fare.

Fluminimaggiore conserva il tempio di Antas, meravigliosa struttura risalente al I Sec. A.C., Buggerru ti trasporta nel passato grazie al percorso nella Galleria Henry, Domusnovas è una palestra a cielo aperto per chi ama gli sport e la natura.

Il Sulcis si presenta con delle caratteristiche territoriali completamente differenti.

Sud Ovest Sardegna: una vacanza tra natura e sport

Carbonia con la sua architettura razionale è affascinante, ha saputo riscoprire la sua storia legata alla Grande Miniera di Serbariu e renderla fruibile turisticamente. Le isole di Carloforte e Sant’Antioco sono incantevoli, così come la costa che arriva fino a Sant’Anna Arresi.

Il Sulcis ha saputo conservare le proprie tradizioni e ancora oggi le sue produzioni agroalimentari sono eccellenti, si pensi al vino e alle diverse cantine presenti sul territorio tra cui quelle di Santadi, Sant’Anna Arresi e Giba.

Insomma non è facile parlare in un unico articolo dell’intero territorio del Sulcis Iglesiente, per la sua varietà e le sue numerose ricchezze. Per questo ho deciso di raccontarvi come un piccolo territorio, per anni dimenticato anche dai propri abitanti, può riscoprirsi in chiave turistica e avviare un proprio processo di rinascita.

Dopo averci pensato un pò, ho deciso di raccontarvi uno dei luoghi più vicini alla mia infanzia che possiede un potenziale unico: il Sito d’Interesse Comunitario Stagno di Porto Botte.

fauna sic

L’area di Porto Botte ha rappresentato per tanti anni una delle mete balneari più frequentate dai sulcitani, ma successivamente ha lasciato il passo a località che più di altre hanno saputo investire nel proprio territorio per farle emergere nello scenario turistico sardo.

Tutta l’area abbraccia diversi stagni (Porto Botte, Baiocco e Mulargia) e due località balneari: Porto Botte ed Is Solinas. Stagni, mare, dune, pinete fanno di quest’area un luogo magico che rappresenta un esempio di come la natura riesca ancora a raccontarci un ecosistema che convivere in una relazione simbiotica con l’essere umano. Infatti i diversi interventi di bonifica nel corso dei secoli hanno alterato soltanto in minima parte l’antica fisionomia del sito che veniva frequentato già al tempo dei nuragici.

Oggi la presenza in contemporanea di diverse realtà produttive, quali le saline e la pesca, hanno consentito di creare una forte interazione tra natura e uomo nel Sud Ovest Sardegna.

Il Sic di Porto Botte è un compendio di numerosi habitat identificati e qualificati, rilevanti perché si configurano come microcosmi con determinate caratteristiche di flora e fauna che convivono in perfetta armonia.

Passeggiare in quella lingua di terra tra mare e stagni dà l’impressione che il tempo si sia fermato, che la natura ed i suoi abitanti abbiano capito che la coesistenza sia una virtù per la sopravvivenza di questo territorio.

La varietà faunistica che ricomprende 53 specie diverse di uccelli, tra cui i fenicotteri rosa, hanno scelto l’area per nidificare.

fenicotteri Giba

Ma questo territorio sta scoprendo negli ultimi anni nuove modalità di fruizione compatibili con la salvaguardia delle sue specificità ambientali. Si stanno venendo a creare, infatti, le condizioni per lo sviluppo del turismo attivo.

Per esempio, percorrendo la strada sterrata sulla destra del ponticello si arriva in una località ormai conosciuta da tutti come il “fortino”, il cui nome è dato dalla presenza di un fortino, ancora intatto, della II Guerra Mondiale.

In questa località, poco battuta dal turismo balneare estivo, ci hanno creduto un gruppo di ragazzi che ha deciso di ripulire l’area e investire per creare una Kite zone, che grazie al loro amico Eolo e a tanta passione, fanno divertire e vivere il territorio in modo alternativo a chi voglia avvicinarsi a questa disciplina sportiva.

Kite Sulcis sardegna

Porto Botte è diventata in breve tempo una meta per tanti appassionati da tutto il mondo di kitesurf e sede di alcune associazioni sportive amanti di questa attività. Qui il vento non manca quasi mai, grazie alla conformazione dell’insenatura del Golfo di Palmas, ed in uno scenario insolito e suggestivo si possono ammirare le acrobazie di questi straordinari sportivi con i loro aquiloni colorati, quasi a formare una danza sospesa tra il mare ed il cielo.

DCIM103GOPRO

Passate a fargli visita, magari andateci in bici. Tra una pedalata potrete soffermatevi e lasciarvi coinvolgere dalla natura che circonda questo luogo.

Ecco questa è la storia di un piccolo territorio che sta cercando di differenziarsi puntando sulle sue peculiarità e sulla sostenibilità turistica del luogo.

Ph. Credit:  Mauro Trullu, Valeria Randazzo e Kite Sardegna

Guest Post di Mauro Trullo

Mauro Trullu è un consulente turistico e libero professionista, il suo progetto si chiama Constur

Cinque anni fa, dopo un periodo passato a Roma, ha deciso di tornare nel Sulcis per dedicarsi professionalmente a questo straordinario territorio, per promuoverlo e valorizzarlo a 360.

 

Mauro Trullu

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