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A Bologna nasce l’Orto dello Chef

 

 

L’ orto dello Chef è un nuovo progetto nato recentemente a pochi chilometri da Bologna, ho pensato d’intervistare i protagonisti per capire meglio di cosa si tratta. Federica è la proprietaria dell’agriturismo Podere San Giuliano mentre Riccardo Facchini è un famoso chef bolognese.

Ciao Federica e Riccardo, grazie per aver concesso l’intervista a DueTorri e Nuraghi, ho sentito parlare del nuovo progetto l’ Orto dello Chef e la Cucina del Ricordo, ci volete raccontare di cosa si tratta?

 

F: L’Orto dello Chef e la Cucina del Ricordo sanciscono un sodalizio professionale, quello tra me e Riccardo e sono stati gli spunti per l’inizio di questa collaborazione che, dal mese di Ottobre 2013, ha dato vita al Nuovo Podere San Giuliano.

R: Ebbene si, si può parlare di nuovo Podere, in quanto io e Federica siamo diventati soci e abbiamo deciso di puntare su una cucina di alta qualità, con proposte di piatti gourmet. La sfida è quella di valorizzare la cucina dell’azienda agricola e promuovere una sana alimentazione con prodotti a km0, coltivati proprio nella campagna circostante, al passo con le stagioni dei cicli di produzione.

F: Insomma, come piace dire a noi, un sodalizio professionale che vuole celebrare, a tavola, la tradizione del nostro territorio, Bologna, reinterpretata con creatività e che vuole celebrare il momento della degustazione come un’esperienza emozionale che coinvolge tutti i sensi.

 

La Cucina del Ricordo in cosa consiste esattamente?

R: La cucina del ricordo consiste nel rievocare le sensazioni di un momento passato nella contemporaneità del presente. Sono estremamente legato ai ricordi del mio passato, per questo motivo cerco di tradurre i profumi, i sapori ed i colori che hanno caratterizzato i miei momenti felici dell’infanzia nei piatti della mia cucina per condividere con i miei ospiti ed amici una parte di me.

 

Il progetto l’Orto dello Chef da chi è stato ideato? Scopriamo insieme di cosa si tratta

F: E’ un progetto ideato da me, fortemente sostenuto da mio marito, Andrea Monteguti. Si tratta di personalizzare un’area di campagna a favore di professionisti della cucina. Esistono diversi tipi di ortaggi, non comuni, che gli chef di un certo livello conoscono e amano utilizzare e sperimentare nei loro laboratori del gusto, si tratta di ortaggi che provengono dalla tradizione e sono oggi, purtroppo, solo prodotti di nicchia. Le loro proposte sono suggerite sia dall’esperienza diretta dello chef, sia dalla conoscenza che l’agriturismo ha maturato negli anni di attività: la patata viola piuttosto che il pomodorino zebrato oppure la patata messicana…. Accanto alle produzioni cosiddette tradizionali, vi è la suddivisione dei terreni in appezzamenti più piccoli, per i quali vengono studiati specifici cicli produttivi, di durata variabile fra i 2 e i 3 mesi, in base alle necessità dettate dai menù stagionali che si intendono proporre.  

Per noi di fondamentale importanza sono la volontà di imparare nuove tecniche produttive e il costante aggiornamento e confronto: innovazione culturale. Nei miei progetti San Giuliano diventa il “farmer” degli chef, colui appunto che è in grado di suggerire prodotti in base anche alle loro caratteristiche organolettiche e alimentari. Primi tra tutti, ovviamente, siamo stati noi a provarci, con l’arrivo di Riccardo Facchini ai fornelli.

 

 

Riccardo, mi racconti chi sei e come hai iniziato?

R: Sono un ragazzo di 33 anni, bolognese doc, che nel corso degli anni ha vissuto delle meravigliose esperienze in varie realtà europee, in Francia e Scozia. Sin da bambino ho voluto fare lo chef, nonostante i miei genitori abbiano cercato di dissuadermi dall’intraprendere gli studi di cucina. A 13 anni sono riuscito ad entrare per la prima volta in una cucina di una piccola trattoria dell’Appennino bolognese per poi ritrovarmi ad appena 18 anni, conseguita la maturità alberghiera, a Lione. Dovevo partire per una piccola vacanza, una volta approdato in questa meravigliosa città, invece di pensare al divertimento, che in effetti non mi sono mai fatto mancare, ho cercato un impiego e nel giro di tre giorni mi sono ritrovato a lavorare in un ristorante italiano. La cosa più difficile fu avvisare la mia famiglia, vivevo con la nonna paterna e annunciarle la mia decisione fu veramente dura. Anche se lei era la mia più grande sostenitrice.

L’esperienza francese ha rappresentato il momento più importante della mia formazione, poiché mi ha dato la possibilità di perfezionare la tecnica di cucina assaporando e gustando i classici della gastronomia francese. Sono rientrato in Italia nel 2003 e assolti gli obblighi di leva, mi sono concentrato sugli studi universitari, frequentando il corso di lingue e letterature straniere presso la Facoltà di lingue di Bologna. Successivamente ho deciso di migliorare la lingua inglese e sono partito alla volta della Scozia.

La Scozia mi ha sempre attirato per la storia e per il clima, amo il freddo! Ho lavorato presso una catena di ristorazione scozzese ad impronta italiana, penso di essere stato, l’unica cosa di italiano presente all’interno del locale! Sino al 2007 mi sono occupato di piccola banchettistica e servizi di personal chef, poi ho iniziato a collaborare con le reti di Alice- Sky, BBC2, BRAVO TV U.S.A. Nel 2010 ho svolto uno stage nella cucina bistellata dello chef Antony Genovese a Roma, lì mi si sono aperte nuove prospettive, avvicinandomi in modo definitivo alla cucina contemporanea. Nel 2011 sono ritornato nella mia città, Bologna, dapprima come chef executive del ristorante ‘Casa Godot’, per poi approdare a capo della cucina dello storico Pappagallo, dove sono rimasto sino al 2013. Dopo due anni eccomi qui pronto per l’avventura con Federica Frattini al Podere San Giuliano.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

R: In futuro vorrei affermarmi nel panorama della gastronomia bolognese con il ristorante dell’azienda agricola San Giuliano. Altro progetto imminente, il termine della stesura del mio primo libro, infine maturare qualche esperienza nel Regno Unito e in Germania.

 

Ritorno al progetto con l’ultima domanda, quali valori volete promuovere?

F: Il progetto vuole promuovere valori come il km0, la filiera corta e il mangiare sano. Un invito ad un’alimentazione eco-sostenibile che riduca gli sprechi e rispetti le stagioni e il territorio.

Ringrazio Federica e Riccardo per l’intervista, un grosso in bocca al lupo per il progetto.

About Martina Uras

Freelance Social Media Consultant| Blogger| Traveller| Photographer | Entrepreneur at homefortraveller.it *Made in Sardinia-Bologna Based-World Citizen*

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